Minori e rete

Salute mentale e social, ad Asti l’allarme dopo la morte di Rossella

Dati Asl, testimonianze familiari e una causa collettiva riaccendono il confronto sui rischi del digitale per gli adolescenti.

Salute mentale e social, ad Asti l’allarme dopo la morte di Rossella

Il rapporto tra adolescenti e piattaforme digitali, le difficoltà nel riconoscere i segnali di disagio e la necessità di rafforzare la protezione dei minori sono stati al centro del convegno (In)dipendenza social e minori, ospitato nell’aula magna dell’università Astiss. Durante l’incontro è stata ricordata la vicenda di Rossella Ugues, la bambina astigiana morta suicida a 12 anni nel febbraio 2024.

La madre, Irene Roggero, ha raccontato il percorso vissuto dalla famiglia e la difficoltà di individuare in tempo la sofferenza della figlia. Secondo la sua testimonianza, l’uso dei social potrebbe avere accelerato una situazione complessa, anche attraverso algoritmi e modalità di navigazione capaci di favorire un utilizzo prolungato. Roggero ha sottolineato che i sistemi di controllo parentale non sono stati sufficienti a intercettare il disagio e ha richiamato l’importanza di regole esterne più chiare per famiglie e minori.

La causa contro Meta e TikTok

Dalla tragedia della famiglia Ugues è nata una battaglia giudiziaria sostenuta dal Moige e dallo studio legale torinese Ambrosio & Commodo. Irene Roggero e il marito Massimo, insieme ad altre famiglie, hanno promosso davanti al Tribunale civile di Milano una class action inibitoria contro Meta e TikTok. Nel ricorso, identificato con il numero RG 29994/2025, vengono chieste la verifica effettiva dell’età degli utenti, l’esclusione dei minori di 14 anni e misure contro i meccanismi considerati persuasivi o potenzialmente dipendentogeni.

Tra gli elementi indicati dall’azione legale figurano anche la richiesta di limitare lo scroll infinito e la profilazione algoritmica, oltre all’obbligo di fornire informazioni più trasparenti sui rischi per i minorenni. L’avvocato Stefano Commodo ha illustrato i punti principali del ricorso, che si basa anche su perizie neuroscientifiche relative alla maturazione della corteccia prefrontale e agli effetti delle continue sollecitazioni dopaminergiche. La prossima udienza è fissata per il 19 novembre 2026.

I dati dell’Asl di Asti

Nel corso dell’incontro la psicologa e psicoterapeuta Gabriella Scaduto, presidente di ReDiPsi e vicepresidente dell’Associazione Olga, ha invitato a non concentrare l’attenzione soltanto sul numero di ore trascorse davanti allo schermo. Secondo la professionista, è necessario comprendere che cosa i ragazzi cerchino negli ambienti digitali, quali emozioni vivano e quali bisogni fatichino a soddisfare in altri contesti. Scaduto ha inoltre richiamato il diritto dei minori alla protezione e all’ascolto anche nel cyberspazio.

L’urgenza del tema emerge dai dati presentati dai vertici sanitari dell’Asl AT. Nel 2025, l’Ambulatorio di Psicologia Clinica dell’ospedale Cardinal Massaia ha erogato il 78,2% delle prestazioni con priorità di accesso in classe D. Tra le diagnosi formulate dai medici di medicina generale, l’area relativa ad ansia e depressione ha raggiunto 314 casi ad Asti, pari al 70,5% del totale. Nei consultori di Asti e Nizza Monferrato sono stati inoltre presi in carico 492 nuovi pazienti, per complessive 2.039 prestazioni; 139 dei nuovi accessi riguardavano persone tra i 14 e i 24 anni.

Il direttore della Psicologia clinica e di comunità dell’Asl AT, Maurizio Mellana, ha descritto nuove forme di disagio legate all’uso di schermi e piattaforme: cyberbullismo, sexting, gaming disorder, scroll compulsivo e ricorso prolungato a chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Al tavolo dei relatori sono intervenuti anche Mara Barcella, direttrice della Psichiatria dell’Asl AT, e Davide Traetta, direttore della Neuropsichiatria infantile. Il punto condiviso è la necessità di una rete di protezione che coinvolga sanità, scuola, famiglie e istituzioni. Per chi vive una situazione di fragilità sono disponibili Telefono Amico, allo 02 2327 2327, e Telefono Azzurro, al 19696.