Dibattito astigiano

Scuola, Uniti si può: no allo scontro tra italiani e stranieri

Bosia e Briccarello contestano l’impostazione dell’esecutivo e chiedono classi meno numerose, mediatori e risorse per l’alfabetizzazione.

Scuola, Uniti si può: no allo scontro tra italiani e stranieri

Il gruppo consiliare civico astigiano Uniti si può prende posizione contro le recenti dichiarazioni e proposte del governo sull’istruzione. I consiglieri comunali Mauro Bosia e Vittoria Briccarello contestano in particolare una narrazione ritenuta divisiva, accusando l’esecutivo di alimentare la contrapposizione tra studenti italiani e stranieri invece di concentrarsi sulle difficoltà quotidiane degli istituti.

Nel mirino finiscono i riferimenti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai bambini italiani che si sentirebbero minoranza nelle classi e le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sulla cosiddetta fuga dei bianchi. Secondo i due rappresentanti della minoranza, si tratterebbe di una polemica demagogica, più orientata alla contrapposizione politica che alla soluzione dei problemi didattici.

Le norme contestate

Uniti si può critica anche i provvedimenti annunciati sul piano normativo. Bosia e Briccarello sostengono che il tetto del 30 per cento per gli studenti stranieri sia già previsto da una circolare ministeriale del 2010 e che il riconoscimento del volto nei luoghi pubblici sia regolato dalla legge del 1975. A loro giudizio, quindi, le misure non introdurrebbero novità sostanziali e servirebbero soltanto a spostare l’attenzione dai problemi strutturali del sistema scolastico.

Per il gruppo consiliare, la priorità dovrebbe essere garantire a ogni studente il diritto all’istruzione e una crescita equa. Il nodo principale non sarebbe la cittadinanza, ma la conoscenza della lingua, considerando che molti alunni stranieri sono nati in Italia e parlano italiano come i coetanei. La scuola viene indicata come strumento di inclusione e di mobilità sociale, chiamato ad applicare il principio costituzionale della rimozione degli ostacoli economici e sociali.

Classi numerose e accoglienza

Nel documento viene descritta una situazione complessa per il personale docente, spesso impegnato contemporaneamente con disabilità, disturbi dell’apprendimento, difficoltà linguistiche e bisogni educativi speciali. Le criticità, osservano i consiglieri, dipendono anche dalle condizioni socioeconomiche delle famiglie e dalle opportunità di praticare la lingua fuori dall’ambiente scolastico.

Particolare attenzione viene dedicata agli inserimenti degli alunni arrivati in corso d’anno. Secondo Uniti si può, manca un percorso strutturato e uniforme sul territorio nazionale e l’accoglienza finisce spesso per dipendere dalla disponibilità dei singoli insegnanti, che destinano all’alfabetizzazione ore previste per progetti, compresenze e potenziamento.

Tra le richieste avanzate figurano classi con un massimo di 20 alunni, finanziamenti strutturali per l’alfabetizzazione, docenti adeguatamente formati, continuità didattica e mediatori linguistici per studenti e genitori. Per Bosia e Briccarello, le difficoltà non si risolvono spostando gli alunni da un istituto all’altro, ma mettendo le scuole nelle condizioni di affrontare i diversi bisogni educativi senza abbassare il livello generale della classe.