Le comunicazioni della Giunta regionale piemontese sulla totale soddisfazione delle richieste di contributo per il diritto allo studio vengono contestate dal consigliere del Partito democratico Fabio Isnardi. Secondo l’esponente dell’opposizione, il risultato annunciato dall’amministrazione sarebbe stato raggiunto non grazie a un rafforzamento effettivo delle misure, ma attraverso una riduzione della platea dei beneficiari e degli importi riconosciuti.
La distinzione tra i due voucher
Isnardi richiama innanzitutto la differenza tra le due tipologie di sostegno previste. Il voucher A riguarda le spese per l’iscrizione alle scuole paritarie, mentre il voucher B è destinato all’acquisto di materiale didattico, libri di testo e servizi di trasporto. A suo giudizio, l’incremento delle risorse per la prima misura finirebbe per rafforzare il sostegno alle scuole paritarie, ridimensionando il ruolo centrale dell’istruzione pubblica.
La riduzione dei fondi avrebbe invece interessato il voucher B, rivolto alle spese scolastiche sostenute dalle famiglie. Per il consigliere regionale, la diversa distribuzione delle risorse rappresenterebbe una scelta politica, soprattutto in una fase economica difficile nella quale libri, materiali e trasporti incidono in modo significativo sui bilanci familiari.
La soglia Isee e gli importi
Un altro punto sollevato dal rappresentante del Pd riguarda l’accesso ai contributi. La soglia Isee sarebbe stata abbassata da 26 mila a 15 mila euro. Di conseguenza, sostiene Isnardi, il numero complessivo delle domande sarebbe diminuito, rendendo possibile la copertura delle richieste rimaste entro i nuovi criteri. Molte famiglie con redditi superiori alla soglia precedente, ma comunque interessate al sostegno, sarebbero così rimaste escluse.
Isnardi aggiunge che anche per chi mantiene i requisiti l’entità dell’aiuto sarebbe inferiore rispetto al passato, a causa della riduzione degli importi. La soddisfazione annunciata dalla Giunta, nella sua ricostruzione, non descriverebbe quindi un ampliamento reale del sostegno, ma l’effetto combinato di restrizioni nell’accesso e minori risorse disponibili.
Nel suo intervento il consigliere ricorda inoltre il ripristino della maggiorazione destinata agli studenti con BES, Bisogni Educativi Speciali, e ai ragazzi e alle ragazze residenti nelle aree marginali. La modifica sarebbe stata ottenuta grazie alle pressioni esercitate dalle minoranze durante i lavori del Consiglio regionale.
La vicenda si inserisce nel confronto politico sulle priorità della Regione in materia di scuola. Isnardi accusa la maggioranza di favorire le famiglie in grado di sostenere una retta presso istituti paritari e di presentare come pienamente soddisfatte richieste che, a suo giudizio, sono diminuite per effetto dei nuovi limiti. L’esponente dem definisce infine la gestione della misura come una combinazione di propaganda e approssimazione e chiede maggiore attenzione alle necessità di base delle famiglie piemontesi.