Comunità in lutto

L’addio a Rita Puja, anima della danza ad Asti

La coreografa, scomparsa a 66 anni, sarà ricordata venerdì nella Collegiata di San Secondo. Il Rosario giovedì sera.

L’addio a Rita Puja, anima della danza ad Asti

Sarà la Collegiata di San Secondo ad accogliere venerdì 25 settembre, alle 10, l’ultimo saluto a Rita Puja, scomparsa a 66 anni dopo una lunga malattia. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 24 settembre alle 19. Al termine della cerimonia, la salma sarà accompagnata al cimitero di Asti.

Rita lascia il marito Enrico, i figli Lorenzo con Martina e Matteo con Claudia, oltre a sorelle, fratelli, nipoti, pronipoti, parenti e amici. La notizia ha suscitato profonda commozione in città, soprattutto tra le persone che negli anni hanno condiviso il suo percorso professionale e umano e nel mondo della danza.

Una vita dedicata alla danza

Ballerina, coreografa, regista e insegnante, Rita Puja è stata fondatrice e per molti anni anima della My Day Academy, scuola che ha accompagnato generazioni di allievi. Nel 1990, insieme a Sandra, contribuì alla nascita della realtà destinata a diventare un punto di riferimento per la danza ad Asti.

Negli ultimi anni la danza aveva assunto per Rita un significato ancora più profondo. Era diventata uno strumento per affrontare la malattia, restare accanto agli altri e trasmettere energia e fiducia anche nei momenti più difficili.

Lo scorso giugno fu lei a ideare e animare al Cardinal Massaia La bellezza della cura, una sfilata che coinvolse anche il personale sanitario e trasformò per una sera l’ospedale in un luogo di incontro, arte e solidarietà. L’iniziativa nacque dalla sua esperienza di paziente e dal desiderio di ringraziare chi ogni giorno assiste le persone malate. La bellezza, spiegava, era parte integrante della cura e poteva trasmettere forza e coraggio.

Il ricordo di chi le è stato vicino

Tra gli operatori dell’ospedale, il ricordo di Rita è stato affidato anche alle parole di Manuela Cazzulo, caposala di Oncologia. Nel suo messaggio ha ricordato la capacità della ballerina di trasformare anche la sofferenza in un’occasione per regalare un sorriso.

Cazzulo ha raccontato che Rita aveva promesso di far ballare il personale del day hospital e aveva mantenuto la promessa. Nel reparto eseguiva demi-plié e grand-plié appoggiandosi al corrimano del corridoio, usato come una sbarra per gli esercizi. Nonostante il dolore e i limiti imposti dalla malattia, continuava così a trasmettere forza agli altri.

Nel messaggio, Rita viene descritta come una donna caparbia, tenace, ironica, intelligente, amorevole e saggia, capace di insegnare soprattutto attraverso l’esempio. Anche Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl di Asti, ha voluto ricordarla con poche parole: Rita è libera, e non finisce qui.

Numerosi messaggi sono comparsi nelle ore successive alla sua scomparsa, a testimonianza di una presenza che ha attraversato la danza, la scuola, lo spettacolo e il mondo sanitario. La famiglia ha chiesto di non portare fiori, ma di sostenere con offerte in memoria ASTRO ODV, associazione impegnata accanto ai malati oncologici e alle loro famiglie. Il desiderio, indicato dalla stessa Rita, è trasformare il dolore in un aiuto concreto per gli altri.