Dal 2027 la potenza dell’auto potrebbe diventare decisiva per l’accesso a una nuova esenzione dal bollo. Il limite individuato è quello degli 80 kW: entro questa soglia il beneficio sarebbe riconosciuto, mentre a 81 kW verrebbe meno per intero. Il meccanismo interessa il mercato italiano e potrebbe avere ricadute anche sulle scelte dei clienti e sulle quotazioni dell’usato, compreso il bacino astigiano.
Nel regime ordinario, il passaggio da 80 a 81 kW comporterebbe una differenza limitata. Applicando la tariffa di riferimento di 2,58 euro per kW fino a 100 kW, un veicolo da 80 kW pagherebbe 206,40 euro, mentre uno da 81 kW arriverebbe a 208,98 euro. Se però il primo importo venisse completamente azzerato dall’esenzione, il singolo kilowatt oltre il limite determinerebbe una differenza effettiva di quasi 209 euro l’anno.
Una soglia che coinvolge anche i modelli più diffusi
La fascia appena superiore al limite non comprende soltanto vetture sportive o di alta gamma. Secondo la simulazione citata nell’analisi, una Volkswagen Golf da 116 cavalli si colloca intorno agli 85 kW, mentre una Seat Leon di potenza analoga raggiunge una fascia simile. La BMW 116 arriva a circa 90 kW e una Mercedes Classe A 180 si avvicina ai 100 kW del motore termico. Con le tariffe utilizzate, si va da circa 219 euro annui per 85 kW a 232 euro per 90 kW e 258 euro per 100 kW.
Allo stesso tempo, diversi modelli generalisti da 74, 75 o 78 kW potrebbero ottenere il beneficio pur avendo prezzi e prestazioni vicini a quelli delle vetture appena sopra il limite. La distinzione, quindi, non separerebbe necessariamente auto economiche e modelli di lusso, ma veicoli collocati ai due lati della soglia.
Gli effetti possibili su vendite e vetture usate
Se l’esenzione restasse limitata al solo 2027, l’impatto sulle strategie dei costruttori sarebbe probabilmente contenuto. Una misura temporanea difficilmente spingerebbe le aziende a modificare gamme destinate a più mercati per garantire un risparmio di circa duecento euro in un solo anno. In caso di conferma strutturale, invece, una versione da 79 o 80 kW potrebbe diventare più competitiva rispetto a una quasi identica da 85 o 90 kW, quando tecnicamente possibile.
Il possibile effetto non riguarderebbe soltanto le nuove immatricolazioni. Nel noleggio a lungo termine il tributo rientra nel costo complessivo di utilizzo, mentre nel finanziamento può incidere sul confronto tra rate mensili: 219 euro annui equivalgono a circa 18 euro al mese. Anche i concessionari potrebbero utilizzare il vantaggio fiscale nelle proposte commerciali, senza che ciò significhi necessariamente un aumento delle vendite complessive.
La sensibilità potrebbe essere ancora maggiore nel mercato dell’usato, dove ogni anno vengono scambiate oltre tre milioni di vetture. A parità di categoria, chilometraggio e condizioni, un’auto da 80 kW garantirebbe, in caso di esenzione permanente, un risparmio ricorrente rispetto a una da 85 kW. Su un periodo di cinque anni il vantaggio nominale potrebbe avvicinarsi a mille euro, anche se affidabilità, allestimento, alimentazione e domanda resterebbero i principali fattori di valutazione.
Resta infine il tema dell’equità. La potenza è un parametro semplice da verificare perché già riportato sul libretto, ma misura il veicolo e non il reddito del proprietario. Una persona con disponibilità economiche elevate e un’auto sotto gli 80 kW potrebbe beneficiare dell’agevolazione, mentre una famiglia con reddito più basso e una vettura usata da 85 kW ne resterebbe esclusa. La soglia, dunque, potrebbe influenzare il mercato soprattutto se diventasse stabile, entrando nei configuratori, nelle offerte di noleggio e nelle valutazioni delle auto di seconda mano.