Memoria operaia

La Vetreria di Asti rivive tra lavoro, solidarietà e infanzia

Un appuntamento in Provincia ricostruisce origini industriali, mutualismo e percorso educativo dello stabilimento.

La Vetreria di Asti rivive tra lavoro, solidarietà e infanzia

La storia della Vetreria di Asti sarà al centro di un convegno in programma sabato 7 novembre, dalle 10 alle 12, nella sala consiliare della Provincia. L’incontro ripercorrerà i 120 anni dello stabilimento, avviato nel 1906 e successivamente diventato Avir, soffermandosi non solo sulla produzione industriale, ma anche sul rapporto costruito nel tempo con la comunità.

L’appuntamento è promosso dall’Utea insieme all’associazione culturale Le donne della Lina, intitolata a Guenna Borgo, con il patrocinio di Provincia e Comune. Al centro della mattinata ci sarà l’esperienza maturata attorno alla fabbrica, dove si svilupparono forme di mutuo soccorso, servizi per le famiglie e iniziative dedicate all’istruzione e all’infanzia. Una vicenda che ha lasciato un segno nella storia sociale, culturale ed educativa dell’Astigiano.

Le origini dello stabilimento e il mutualismo

Il primo intervento sarà affidato allo storico Edoardo Angelino, che ricostruirà le fasi costitutive dell’insediamento tra il 1903 e il 1906. L’analisi collocherà la nascita della Vetreria nel più ampio sviluppo urbano e produttivo della città all’inizio del Novecento, illustrando il contesto nel quale lo stabilimento iniziò la propria attività.

Successivamente Laurana Lajolo si concentrerà sulle iniziative promosse dai maestri vetrai. Tra queste figurano il Circolo con la biblioteca, il primo servizio di pronto soccorso, considerato il nucleo originario della futura Croce Verde, e l’asilo aziendale. Si trattava di servizi nati per rispondere alle esigenze concrete dei lavoratori e delle loro famiglie, attraverso una rete di solidarietà costruita dal basso.

L’esperienza educativa di Lina Borgo

La dimensione pedagogica sarà approfondita da Marilena Galante, con un intervento dedicato a Lina Borgo, direttrice dell’asilo dei vetrai. Il suo lavoro viene presentato come un’esperienza innovativa per l’epoca, fondata sull’attenzione alla cura dell’infanzia e sul riconoscimento del valore sociale dell’istruzione all’interno della comunità di fabbrica.

A coordinare il confronto sarà la scrittrice e giornalista Monica Jarre. Le letture dell’attrice Ileana Spalla accompagneranno gli interventi attraverso gli scritti autografi di Lina Borgo Guenna e le testimonianze relative ai servizi creati dai lavoratori. Il convegno si propone così di rileggere la vicenda della Vetreria non soltanto come una pagina di storia economica, ma anche come un’esperienza di cittadinanza, solidarietà e crescita collettiva.