Bilanci familiari

Ad Asti il gas per il riscaldamento può costare 1.025 euro

La scelta dell’offerta più conveniente potrebbe ridurre l’esborso di circa 306 euro tra ottobre e aprile.

Ad Asti il gas per il riscaldamento può costare 1.025 euro

Per una famiglia media dell’Astigiano, il riscaldamento nel periodo compreso tra ottobre e aprile potrebbe tradursi in una spesa di circa 1.025 euro per la sola componente materia prima del gas. La stima considera un consumo medio di 1.176 standard metri cubi e non comprende gli ulteriori oneri accessori né le imposte applicate in bolletta.

Le proiezioni sono state elaborate dall’Osservatorio di Switcho, piattaforma del Gruppo Mavriq, sulla base di rilevazioni ARERA. Il dato relativo alla provincia di Asti è in linea con quello regionale e fotografa il peso che la stagione fredda può avere sui bilanci delle utenze domestiche.

Il possibile risparmio cambiando offerta

Secondo l’analisi, il passaggio alla proposta più conveniente disponibile sul mercato consentirebbe alle famiglie astigiane di ridurre la spesa di circa 306 euro nell’arco dei sette mesi considerati. L’esborso stimato scenderebbe così a circa 719 euro, sempre con riferimento alla sola materia prima e al netto delle altre voci presenti in fattura.

Una parte rilevante dei consumi si concentra inoltre nel cuore dell’inverno: quasi la metà dei volumi complessivi di metano viene utilizzata nel bimestre tra dicembre e gennaio. Per questo, il periodo di accensione degli impianti rappresenta, secondo lo studio, un momento utile per verificare le condizioni economiche applicate dal proprio fornitore.

Il confronto con le altre province piemontesi

In Piemonte il consumo medio stimato è di 1.178 Smc, con un costo di circa 1.026 euro. Il dato nazionale indicato dall’analisi è invece di 1.110 Smc e 972 euro. Asti si colloca in una posizione intermedia rispetto alle altre province della regione.

Il valore più alto è attribuito a Vercelli, con 1.252 Smc e una spesa stimata di 1.086 euro; seguono Cuneo, con 1.227 Smc e 1.066 euro, e Biella, con 1.220 Smc e 1.060 euro. Novara registra 1.217 Smc e 1.058 euro, mentre Alessandria si ferma a 1.177 Smc e 1.026 euro.

I consumi più contenuti risultano quelli di Torino, con 1.155 Smc e una spesa stimata di 1.008 euro, e del Verbano-Cusio-Ossola, con 1.100 Smc e 964 euro. Anche in questi casi l’analisi calcola un possibile margine di riduzione, rispettivamente di circa 300 e 286 euro.

I tempi per cambiare fornitore

Paolo Benazzi, Managing Director Utilities della società che ha condotto lo studio, sottolinea che l’avvio della stagione termica è il momento utile per controllare le tariffe. Il cambio di fornitore, spiega, può richiedere tra 45 e 60 giorni, rendendo necessario muoversi con anticipo per beneficiare delle nuove condizioni durante l’inverno.

Dall’esame delle bollette caricate sulla piattaforma emerge infine che il 94% dei clienti piemontesi affronta la stagione fredda senza una tariffa considerata conveniente. La stima riguarda oltre 1,4 milioni di persone e viene indicata come un possibile margine di intervento per contenere la spesa energetica delle famiglie.