Dialogo e tutela

Ad Asti un convegno Fsp sulla gestione dei conflitti

Esperti e istituzioni affronteranno negoziazione, profili comportamentali e sostegno alle vittime.

Ad Asti un convegno Fsp sulla gestione dei conflitti

Martedì 6 ottobre, a partire dalle 8.30, l’Uni-Asti Polo Universitario Rita Levi Montalcini ospiterà un incontro dedicato alla gestione delle situazioni di conflitto e al rapporto tra operatori delle forze dell’ordine e persone non collaborative. L’iniziativa è promossa dalla Fsp Polizia di Stato di Asti e dall’Associazione nazionale della Polizia di Stato, con il patrocinio del Comune di Asti, di Asti DOCG e di LDF Trasporti e servizi industriali.

Il convegno, intitolato Parliamoci! L’uso della parola tra forze dell’ordine e un soggetto non collaborativo, è rivolto in particolare al personale di polizia e ha valore di aggiornamento professionale in autoformazione. Al centro dei lavori ci sarà il ruolo della parola come strumento di prevenzione, tutela e gestione delle situazioni potenzialmente rischiose per i cittadini e per gli stessi operatori.

I temi della giornata

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Maurizio Rasero e del questore Marina Di Donato, gli interventi entreranno nel merito degli aspetti psicologici e operativi legati all’emergenza. Antonio Zullo parlerà della percezione dell’insicurezza negli ambienti urbani, mentre Fabrizio Russo approfondirà il criminal profiling e l’analisi delle persone non collaborative.

Carlo Barbieri si occuperà delle tecniche di negoziazione e delle modalità di relazione nei contesti critici. Piero Petracco affronterà invece la gestione del trauma della vittima, con attenzione al rischio di vittimizzazione secondaria. La conclusione dei lavori sarà affidata a Valter Mazzetti, segretario generale della Fsp Polizia di Stato.

Il ruolo della parola

Alla vigilia dell’appuntamento, Mazzetti ha sottolineato l’importanza per gli operatori di utilizzare registri comunicativi adeguati quando si trovano di fronte a rabbia, frustrazione o disperazione. Secondo il segretario generale, l’obiettivo non dovrebbe essere prevalere sull’interlocutore, ma risolvere il conflitto riducendo le conseguenze negative della situazione.

Nel presentare l’iniziativa, il dirigente sindacale ha inoltre richiamato l’approccio dialogante che, a suo giudizio, caratterizza l’azione delle forze dell’ordine italiane. L’apertura di un confronto viene indicata come una possibile modalità per neutralizzare i rischi e tutelare tutte le persone coinvolte, lasciando comunque agli esperti il compito di approfondire tecniche e strumenti durante l’incontro di Asti.