Scontro politico

Asti, Azione replica a Rasero su sanità e giunta comunale

Il coordinatore Dario Rossino contesta le valutazioni del primo cittadino e richiama ospedale, servizi, opere pubbliche e rapporti nella maggioranza.

Asti, Azione replica a Rasero su sanità e giunta comunale

Azione Asti replica alle dichiarazioni del sindaco Maurizio Rasero sulla situazione cittadina e respinge la definizione di ricostruzioni polemiche o di una realtà immaginaria utilizzata dal primo cittadino per descrivere le preoccupazioni sollevate dal gruppo politico. In una nota firmata dal coordinatore Dario Rossino, il movimento chiede di riportare il dibattito sui problemi concreti della città.

Il nodo della tutela della salute

Uno dei temi centrali è quello della sanità. Secondo Azione, il sindaco non può limitarsi a sostenere che la programmazione sanitaria sia di competenza esclusiva della Regione e delle aziende sanitarie. Il movimento richiama l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, che attribuisce al primo cittadino il ruolo di autorità sanitaria locale e una responsabilità istituzionale nella tutela della salute della comunità.

Nel documento vengono citate le criticità dell’ospedale Cardinal Massaia, le liste d’attesa e i disagi dell’assistenza sanitaria sul territorio. Azione sostiene che, di fronte a queste difficoltà, il sindaco dovrebbe assumere un ruolo di rappresentanza più incisivo nei confronti delle sedi regionali, facendosi portavoce delle esigenze dei cittadini astigiani. Si tratta, precisa il testo, di una valutazione politica sulle responsabilità dell’amministrazione locale.

Gli equilibri nella maggioranza

Il secondo punto riguarda la tenuta della maggioranza e la continuità dell’azione amministrativa. Rasero ha parlato di una maggioranza solida e ha negato l’esistenza di tensioni, mentre Azione richiama la possibile uscita dalla giunta della vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Stefania Morra, dopo l’esito del concorso per un posto da dirigente alla Provincia di Asti.

Per il coordinatore Rossino, la vicenda pone questioni di opportunità politica e di continuità amministrativa, anche perché la procedura concorsuale si sarebbe avviata e sviluppata in una fase in cui il Comune e la Provincia erano guidati dallo stesso vertice politico. Azione riconosce la legittimità dei percorsi professionali individuali, ma sottolinea che l’eventuale avvicendamento priverebbe l’esecutivo di una figura considerata centrale per i lavori pubblici e per la gestione delle opere cittadine.

La nota si conclude con un invito all’amministrazione ad abbandonare quello che viene definito un atteggiamento difensivo e a concentrarsi su sanità, servizi ai cittadini e lavoro. Azione chiede risposte trasparenti e concrete, richiamando il principio secondo cui la credibilità delle istituzioni si costruisce attraverso coerenza e senso di responsabilità. In coda al testo viene inoltre indicato un servizio informativo via WhatsApp dedicato alla politica locale, con modalità di iscrizione e disattivazione.