Stress agricolo

La siccità spinge ad anticipare la vendemmia del Moscato

L’assenza di piogge e le temperature elevate preoccupano i viticoltori, che chiedono l’apertura rapida delle cantine.

La siccità spinge ad anticipare la vendemmia del Moscato

La siccità e le alte temperature stanno modificando i tempi di maturazione dell’uva Moscato. Dopo i rilievi effettuati nelle ultime ore nei vigneti, l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti ha raccolto le segnalazioni dei viticoltori e rivolto un appello ai vinificatori, chiedendo di adottare misure urgenti per avviare rapidamente le operazioni di raccolta.

Secondo l’associazione, l’assenza di piogge ormai da settimane e il caldo persistente hanno provocato una situazione di forte stress idrico nei vigneti. Le condizioni climatiche avrebbero inoltre determinato una maturazione anticipata dell’uva Moscato, descritta come un fenomeno senza precedenti per il comparto.

L’appello dei viticoltori

Il documento richiama anche la già difficile situazione economica delle aziende del settore. Per questo l’associazione chiede ai vinificatori di aprire tempestivamente le cantine ai conferenti, evitando ulteriori rinvii all’inizio della vendemmia. L’obiettivo indicato è intervenire in tempi rapidi per rispondere alle esigenze espresse dai produttori e affrontare gli effetti della prolungata siccità sulle colline del Moscato d’Asti.

L’associazione definisce la richiesta non soltanto un appello, ma un grido di dolore proveniente dal territorio. Nel testo non vengono indicate date precise per l’avvio della raccolta, ma viene sottolineata la necessità di non ritardare ulteriormente l’apertura delle cantine, alla luce dei rilievi condotti direttamente in vigna.

La sperimentazione nei vigneti

Parallelamente prosegue la ricerca sulle capacità di resilienza e resistenza delle piante. La Fondazione Agrion, ente di sperimentazione della Regione Piemonte, sta lavorando insieme all’Associazione Comuni del Moscato d’Asti e ai produttori dei Sorì Eroici per valutare possibili strumenti di protezione dei vigneti durante le fasi di caldo intenso.

La sperimentazione riguarda l’impiego del caolino, delle reti ombreggianti e dell’ossido di calcio, utilizzati come fotoprotettori e termoregolatori della chioma. Le prove sono state portate avanti anche nel corso dell’estate, con particolare attenzione ai vigneti maggiormente colpiti dalle condizioni torride. La ricerca è finanziata da Banca d’Alba e i risultati, secondo quanto comunicato, saranno presentati nei prossimi mesi.